Bridging Visa E: il visto del non ritorno.

Per sorprendente che possa sembrare, tantissimi di voi ci contattano nel tentativo di tornare in possesso di un ‘visto vero‘. Purtroppo però spesso ci capita di non poter aiutare. Cosa è successo? Si era precedentemente deciso di lasciar scadere il proprio visto, rimanendo, seppur anche per breve tempo, in stato di non legalità in Australia. A seguito di questo stato di illegalità, si era poi deciso di ritornare ad avere un visto applicando per un Bridging Visa E.

Questa tipologia di permesso di soggiorno negli ultimi due anni ha allettato tantissimi backpackers in quanto è stata vista come una sorta di rinnovo del Working Holiday Visa. A partire da Marzo 2020 infatti, date le difficoltà nel reperire voli o tornare a casa, e data l’assenza del visto ad hoc che sarebbe poi arrivato (il visto 408 Covid-19 Pandemic), il Dipartimento ha esteso la durata tradizionale del visto (massimo 2 settimane) ad una durata anche fino a sei mesi con possibilità di estensione ulteriore. Per tantissimi questo stato di cose è sembrato il massimo della convenienza: la possibilità di estendere il proprio soggiorno gratuitamente per diversi mesi.

Quando è che allora, questo scenario smette di essere ideale? Innanzitutto, è bene considerare che in senso stretto il Bridging Visa E (come neanche gli altri in realtà) non è un visto in senso stretto. Si, è vero, nel momento in cui vi viene concesso potete rimanere in Australia, ma solo in quanto avete autodenunciato il vostro stato di illegalità. Il Dipartimento non ha vi ha concesso questo permesso ritenendovi compatibile con un programma migratorio esistente, ma solo per entrare in possesso delle informazioni relative ad una persona che era divenuta illegale. Riuscire ad ottenere una casa in affitto, infatti, risulta difficile, cosí come ottenere un lavoro, in quanto l’incertezza riguardo i diritti lavorativi di chi è titolare di un visto cosí precario spesso spaventa e disincentiva potenziali datori di lavoro.

Soprattutto però, salvo rarissime eccezioni, è impossibile ritornare ad avere un visto vero transitando per un Bridging Visa E (BVE). È veramente complicato riassumere le casistiche in cui un BVE può ancora essere recuperato. Spesso è il periodo intercorso dalla scadenza dell’ultimo visto che ha un peso fondamentale: se avete avuto un BVE per oltre 28 giorni, è quasi certo che il vostro BVE vi accompagnerà fino al giorno in cui lascerete il paese. Sebbene sia possibile applicare per un visto turistico cartaceo se in possesso di un BVE, la legislazione rende chiaro che le motivazioni necessarie ad un’approvazione debbano essere ‘compassionate and compelling’ e il rate di successo si avvicina di molto allo zero.

Cosa si può fare, dunque, se in possesso di un Bridging Visa E? Innanzitutto capire che visto si aveva prima e quando è scaduto. Facciamo alcuni esempi: una persona in possesso di un Working Holiday Visa scaduto da meno di 28 giorni, può applicare per un Working Holiday Visa successivo (se ha completato i giorni di farm). Stesso discorso per i titolari di Student Visa, i quali, seppur in Bridging Visa E e con scadenza dello Student Visa precedente da meno di 28 giorni, sarebbero in grado di rinnovare il proprio Student Visa.

Passati i 28 giorni in BVE, invece, poco da fare per protrarre il soggiorno. Attenzione però alle ripercussioni per il futuro. Spesso chi sceglie ha una minima consapevolezza che alla fine del visto è necessario ripartire per altre mete, tuttavia, non sempre è chiaro che:

  • essendo stati illegali, sarà necessario poi dichiararlo sempre in ogni richiesta di visto in Australia. Questo vuol dire che ad ogni richiesta visto futuro per l’Australia, un case officer porrà sempre l’attenzione sul fatto che avete soggiornato illegalmente per un periodo, e risieduto con un visto d’ultima istanza.
  • La domanda ‘avete mai ecceduto la durata concessa di un visto in un altro paese‘ è presente nella maggior parte delle richieste di visto di altri paesi. Il fatto di aver infranto la regola più importante in materia di permessi di soggiorno: rinnovare o lasciare il paese prima della scadenza.
  • Il ‘Risk Factor‘ o ‘divieto di rientro‘. Superati i 28 giorni in BVE, il Dipartimento decide di applicare un fattore di rischio, che rende improbabile l’esito positivo di una richiesta di visto futuro. Ora, importante notare che questo tipo di protocollo non è un ban. Si parla di ban quando si viene impossibilitati ad inoltrare un’applicazione valida al Dipartimento (non è proprio possibile applicare). In questo caso invece un applicazione da fuori Australia sarebbe possibile, ma il case officer sarebbe poi obbligato ad accettare il visto solo se l’approvazione dovesse rientrare nell’ ‘interesse nazionale‘, cosa che, realisticamente, non accadrà.

In conclusione, il Bridging Visa E è un visto che non ha senso usare strategicamente, in quanto non solo toglie dall’equazione la possibilità per applicare per visti più solidi, ma rischia, nella maggior parte dei casi, di compromettere un ritorno futuro in Australia. Inoltre, potrebbe complicarvi l’accesso ad altri paesi. Dunque, importante valutare le alternative. A seconda dei casi, potrebbe essere consigliabile applicare per un visto turistico, studente, Covid Visa o altre possibilità che esistono e che non mettono a repentaglio la possibilità di restare o tornare in Australia.

Visa News Australia

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Vi ricordiamo che in questo momento storico alle persone in Australia è richiesto di rispettare il distanziamento sociale, ossia un raggio di 1,5 metri da altre persone. Sul sito dello stato in cui vi trovate sono disponibili più informazioni mentre a livello nazionale è possibile informarsi sul sito web del Dipartimento della Salute. Se avvertite sintomi simili al raffreddore o all’influenza, il consiglio è quello di rimanere a casa e richiedere un test. Potete farlo contattando il vostro medico o il numero gratuito 1800 020 080.

 

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